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Progetto con Poesia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ARCHITETTURA E L’ECOSISTEMA NELLA RECUPERAZIONE DEL PALAZZOTTO E DELLE ALTRE COSTRUZIONE STORICHE, DELLA COLTIVAZIONE, LAGHI E GIARDINI DELLA FATTORIA MONTE ALTO

 

 

Una fattoria molto antica e bella, in un altipiano dove si nota “la forza presente delle cose ausenti” – accoglienza e ospitalità – che col passare del tempo ha avuto dei simili rituali però con diverse funzioni.

 

Luogo magico contemplato e di contemplazione. Dalle strutture esistenti risaltano l’armonia lievemente scomposte, ritmi senza una sequenza riconoscibile simmetrie sbiadite, chiarezza funzionale in finti labirinti, gli innumerevoli bianchi ed azzurri adombrati, i materiali ed quelli che quasi lo sono.

 

La proposta ha riconosciuto se per caso non ha rinforzato, l’implicita autonomia formale dell’ esistente, generando così delle regole proprie, senza alterare il protagonismo della struttura esistente, che mantiene quasi intatte le sue presente qualità speciali.

 

Regole che coabitano con il carattere simultaneamente austero dei materiali, ricco di iconografie e forme. La chiave del progetto ha in vista la reorganizzazione dei diversi spassi funzionali accompagnando la crescita naturale della fattoria con delle zone di servizio prossimi ai laghi, zone publiche organizzate in sequenza ad intorno a dei successivi spassi esteriori formati dalla Palazzina, dal granaio, case sparse, zona di stanze all’intorno della Palazzina e in fine l’area di evento e degli uffici.

 

In vista delle caratteristiche biofisiche, localizzazione e vestigi storici, architettonici e di lavoro, gli spassi esterni alla Palazzina offrono due forme da vivere

 

Una, comerciale, di svago e abitazione, con il recupero delle sue strutture, stradette, fontane, orti e frutetto. Il giardino, come struttura a parte, invita alla contemplazione e riflessione, perchè sempre è stato associato alla nozione di tempo e della distinzione delle stagioni.

 

Un’altra, quella del lavoro agricola con le sue zone di produzione di caffè e di pascolo e dell’allevamento di bestiame e di ucelli domestici. L’altra qualità dei suoli rende possibile qualsiasi tipo di piantagione senza grande rete acquifera, dovuti all’abbondante offerta dalle risorse idrici della regione.

 

L’allevamento degli ovini in regime di pascolo libero, a fianco al caffè spende poca mano d’opera, effettuando il taglio dei campi e arricchendo paesaggisticamente il locale. L’arborizzazione del terreno con delle specie caratteristiche del paesaggio dello stato di San Paolo ha arricchito il contesto facendo crescere la biodiversità i colori e la tessitura.

 

Con l’ottimizzazione delle strutture esistenti creasi delle condizioni per preservare il paesaggio rurale della regione con i minori costi possibili d’impianto e manutenzioni, proporzionando ai visitatori percorsi naturali tra i boschi e laghi, saporendo le sfumature del cielo e delle acque e dai suoli.

 

Con il progetto si è voluto non solo dare tempo alle cose qualle sia il loro tempo, con delle forme che non le nascondano le funzioni, ma approffitanto le caratteristiche generose ed il rigore distensivo delle antiche e consistente costruzione coloniche del centro dello Stato di San Paolo.

 

Affinchè il Tutto avendo qualcosa da dire lo faccia nel silenzio.

 

 

 

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